Il movimento dei #GiletsJaunes : lettera aperta agli Italiani

Publié le par Brigitte Vitale

Lettera aperta al Prof. Valerio Malvezzi

e a tutti i miei amici Italiani.

Caro Valerio,

Lei mi ha chiesto di esprimermi sul quello che attualmente travolge profondamente la Francia perché ha ben capito, come tanti osservatori esteri, che la frattura francese non è altro che una frattura mondiale.

L'Italia ha un ruolo non indifferente nel scenario francese: il "french bashing", fino ad allora una specialità anglosassone, si sviluppa in tutta la penisola italiana ed è probabile che questa crisi diplomatica, la più importante dalla seconda guerra mondiale, si intensifichi con l' approccio delle elezioni europee.

Per i francesi, l'intrusione del governo italiano, che incita i #GiletsJaunes a "non mollare", nella politica interna francese, è a dire poco spettacolare e se rende entusiasti i #GiletsJaunes, fa preoccupare tanti altri.

Per una persona come me, che da dieci anni denuncia, senza peli sulla lingua e discorsi stereotipati, tutte le forme di abusi e corruzione, non voglio nonostante cio' mettere in discussione i valori repubblicani. Faccio parte, come credo la maggioranza, di coloro che sostengono il coraggio dei francesi in questa ribellione finché si riesca a farla senza versare sangue,  anche se mi rendo perfettament conto, al punto di rischiare tutto nel volerlo denunciare, che queste politiche europee, asservite ai mercati finanziarie, difese da una giustizia colpevole di gravi disfunzioni,  portano milioni di persone a malattie, morti e suicidi.

I Francesi smettono di essere "vittime" e diventano "attori" del loro destino e questo raggiunge le mie profonde convinzioni, ma condanno tutte le forme di recupero che sono state messe in atto da estremisti e teppisti. Questi incitano all'odio e alla violenza e nulla si è mai costruito sull'odio e sulla violenza.

Lavoro e mi impegno ogni giorno presso queste persone disperate, pronte a suicidarsi, convinte che l'unica altra alternativa alla morte sia indossare un giubbino giallo che permetterà loro di uscire da una forma legale di schiavitù. Io provo ad insegnare loro, come Lei, ma in modo diverso, a prendere il loro destino in mano, non con le armi, ma con un intelligenza collettiva al servizio di soluzioni partecipative e solidali, perché se usiamo le armi, restituiamo la verginità a coloro che sono responsabili di questa miseria sociale e che hanno lacerato il nostro paese, tra incompetenza, disconnessione dalla realtà, corruzione attiva o passiva, menefreghismo, abusi di ogni genere sino al disprezzo totale del popolo che soffre.....

Questo disprezzo io lo sento ogni volta che vado ad assistere in tribunale uno di questi disperati....credo che sia il luogo più rappresentativo del totale disprezzo espresso nei confronti dei più vulnerabili e deboli, il luogo dove prende senso l'espressione "vaso di ferro contro vaso di terra" ( Pot de fer contre pot de terre)....

Potere contro povertà.

#Potere contro #povertà.

#Potere contro #povertà.

Non pretendo di essere in grado di dare una risposta al fenomeno "giallo" che scuota il nostro paese, le nostre élite ne sono pure loro incapaci, perché le risposte sono certamente numerose, quanti i gruppi e categorie di persone deluse dai governi successivi che tanto hanno promesso e nulla hanno dato.

Infatti, poiché il movimento non è controllato da sindacati regolari e organizzati, non si sa esattamente quante persone siano "arrabbiate". Stiamo parlando di un 12% da un lato al 75% dall'altro.

Una parte (significativa) dei "Gilets Jaunes" non vuole più sentire parlare di Emmanuel Macron e grida "Macron Demissions" con la benedizione del governo italiano.
Un enorme divario, sociale e culturale, si è sviluppato tra E. Macron e i francesi, una lacuna che non può essere colmata da semplici discorsi. D'altra parte, al di là della comunicazione, c'è in Francia il tentativo (più o meno riuscito) di dividere il movimento tra moderati, in cerca di negoziazione, ed estremisti che siano di destra o di sinistra. Il presidente Macron ha pensato di usare i media per agire sull'opinione pubblica, puntando sul rifiuto della violenza perché l'opinione pubblica, se sostiene il movimento in generale, è inorridita dalla sua violenza.

Lei cerca di capire quali analogie e conseguenze avrà la nostra attualità sui nostri vicini, compresa l'Italia, ma se l'Italia ha conosciuto gli anni di piombo che hanno fatto 400 morti e quindi conserva memoria di questa violenza, non ha conosce questa violenza di saccheggi, di ladri, di teppisti. Questo non esiste in Italia.
Quindi quello che sorprende in Francia al momento, al di là della protesta sociale a cui siamo abituati, è la presenza di gruppi sia di estrema destra che di estrema sinistra, così come di teppisti .
Ma sembrerebbe che il movimento si stia strutturando, adeguando, imparando dai suoi errori. I leader capiscono che in prigione perdono la leadership e si fanno più furbi. Eric Drouet, un leader violento, oggi ha impedito che venissero rovinati i beni pubblici.....E su uno striscione si poteva leggere ; " siamo giallo e non "blu marine" ( riferimento al colore blu di Marine Le Pen) ....

Penso sia un segnale forte.

Stiamo senza dubbio assistendo all'alba di un nuovo partito politico, ma anche, credo e spero,  alla nascita di un nuovo modo di governare, non più con la verticalità ma con l'orizzontalità.

Il fenomeno giallo è nato per durare, ma quello che ne verrà fuori non sarà esattamente quello che vediamo oggi.

Da un punto di vista personale, quello che mi colpisce è che nessuno dei Gilets Jaunes ancora ha puntato il vero problema francese: una giustizia che è in totale fallimento e che di fatto violenta le popolazioni negando loro i diritti fondamentali, proprio quelli che stanno rivendicando per strada, quando invece

"in una democrazia il giudice è il braccio armato del cittadino" (Roland Santivi, avvocato attivista morto a 83 anni nel 2017)

R.Santivi ci invitava a non trasformare le persecuzioni sofferte in identità chiuse su se stesse ma, al contrario, a più che mai diventare solidali con tutte le umanità ferite....Io voglio aprire questo pensiero ai nostri due paesi attualmente in guerra fredda affinché, al di là dei nostri governanti, i nostri popoli rimangano uniti in una sofferenza europea e forse in una crisi umanitaria mondiale.

 

Ringranziandola per la Sua amicizia,

 

Brigitte Vitale

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